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Oltre Il Confine

TRAUMFABRIK
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February 07

Nuovo blog

FINALMENTE MI SONO DECISO, PASSO SU SPLINDER COL BLOG, FORSE PIù FORMALE E SOBRIO, MA PREFERISCO, QUINDI VI LASCIO IL LINK PER RAGGIUNGERE IL NUOVO SPACE, ANCHE SE QUESTO, VISTO TUTTO LO SBATTI PER PORTARLO FIN QUI, CONTINUERò A SEGUIRLO, ALMENO PER UN POCHINO DI TEMPO, UN SALUTO A TUTTI E PASSATE NUMEROSI SPERO.

Post senza motivo...

                                                                             ...giusto perché l’impulso è irrefrenabile.

 

È l’una e un quarto, sono davanti al pc, ma non so il perché. Scrivo senza la minima cognizione, eppure mi và di farlo. Stavo già sul letto, nel mio sottotetto, sentivo le gocce di pioggia cadere perpetue sul vetro del lucernario, il caldo piumone a scaldarmi le terga, ma un impulso frenetico mi ha imposto un radicale cambiamento del mio stato ormai solo semiconscio. Così mi sono alzato, spogliato e mi sono diretto nel bagno, ho acceso una sigaretta che ho appoggiato nel posacenere che tengo sempre sul lavandino, dopo ho acceso l’acqua bollente nella doccia, ho chiuso la porta a scorrimento e sono tornato dalla mia cicca che lenta e solitaria fumava nel posello(posacenere, così affettuosamente lo chiamo io), poi ho dato tre lunghe boccate, di quelle a pieni polmoni e mi sono infilato tra i vapori della pioggia bollente all’interno della doccia, immergendomi in rapidi pensieri notturni.

Domattina alle 7: 00 sarò in piedi per andare a Modena, da qui in stazione, destinazione Bologna e piove giusto appunto, fa freddo.

Dopo aver fatto la doccia, senza un motivo particolare ho optato per i boxer trash con sopra disegnato paperino incazzato, mi sono rivestito tale e quale a prima di spogliarmi e sono venuto al computer per scrive, non so davvero cosa, forse quello che sto scrivendo ora, forse inconsciamente avevo voglia di scrivere, così il mio cervello ha orchestrato tutta questa catena di eventi per darmi un qual si voglia argomento, uno così, a flusso, che ti sembra a braccio, improvviso, e poi magari scopri che era tutto predisposto, che era previsto. Non lo so, a volte non capisco, magari adesso prendo la valeriana, 30 gocce per rilassarsi, 50 per un sonno tranquillo sentenzia la dicitura sulla confezione.

Che poi adesso, dopo la doccia starò sveglio, chi lo sa!? E domani c’è il treno, il viaggio che mi aspetta, si lo so è corto, ma avete idea della gente che c’è nella tratta tra Modena e Bologna? E al ritorno l’interregionale per Genova piazza principe, che poi ora che penso a Genova, alla Liguria, terra che amo, mi vien voglia di ascoltarmi DeAndrè o Tenco, che ciò voglia di quei sapori li, che mi direte si che sono diversi, ma non importa lo stile, è quel gusto lì che mi attira, perciò adesso che non ho più lo stimolo per scrivere perché scavalcato da quest’ultimo al sapor di pesto e poesia me ne vado, notturno e solitario pensando a Re Giorgio e a bocca di rosa. Buona notte.

February 05

Ma che bella la vita in fin dei conti

                                                           
 
NONOSTANTE DEBBA ANDARE FRA POCHI MINUTI DAL MALEDETTO DENTISTA, OGGI MI SENTO DAVVERO OTTIMISTA, MA CHE BELLA SENSAZIONE QUANDO ALMENO X UN GIORNO TUTTO SEMBRA POSITIVO. UN SALUTO BELLA GENTE!
 

Mi correggo immediatamente : ore 16:25

Pochi minuti dopo aver parlato del mio ottimismo, nel post qua sopra, sono uscito per andare dal nefasto dentista che mi attendeva puntuale come un Boia alle ore 11: 00.

Effettivamente la giornata era cominciata all’insegna di un ottimismo insperato, e nonostante dovessi recarmi dal cavadenti la mia rosea visione della giornata non accennava a calare d’intensità, fino a che non sono salito in auto almeno.

Mi ero svegliato in torno alle sette della mattina, un’ora che poche volte avevo vissuto negli ultimi anni. Fuori della finestra, a cui non tiro mai dietro le scuri, per essere svegliato così dalla luce che entra man mano che il sole cresce, ho notato una debole foschia già minacciata, ad ogni buon conto, dalle ancor deboli avvisaglie dei primi raggi solari che promettevano un cielo sereno, finalmente, dopo giorni di fitta nebbia che aveva reso ostaggio la zona di modena e provincia, mi sono così appisolato nuovamente nel tepore del mio lettuccio, sereno e tranquillo.

Ore 09:00, catastrofe, fuori della finestra la nebbia aveva ingoiato completamente il sole e trasformato tutta la campagna in un paesaggio spettrale  e silenzioso, l’amarezza è cominciata a salire piano piano.

Verso le 10:00 sono salito in auto con mia madre, per arrivare dal trapanadenti devo, da Soliera nella bassa dove abito, arrivare all’imbocco della tangenziale, circa 15km da casa mia, e percorrendola attraversare tutta modena per sbucare dalla parte opposta, poi superare altri due paesini ed eccomi nei pressi di Maranello dove si nasconde l’estirpadenti maledetto.

Appena accesa l’autoradio ecco che sulla solita stazione radio nostalgica mi passano hotel California degli Eagles, ma dico io, fuori c’è nebbia, tutto straripa di desolazione e angoscia e tu dj dei miei stivali mi metti Hotel California? Ma siamo matti?

In ogni caso, sbrigata la pratica odontoiatrica via di nuovo attraverso i due paesini, direzione tangenziale da affrontare in uno dei suoi massimi momenti di crudeltà verso il genere umano, mezzogiorno, un ottovolante tragico tra imbecilli e teste di fallo, camionisti impazziti che iniziano la loro giornata probabilmente all’insegna del litro di rum. Al volante mia madre, che non lesinava insulti a destra e a manca facendo una somma del peggio dell’umana razza, e in tutto questo sapete cosa diceva la radio? Radio 105 pubblicizzava il concerto delle winx, le 5 arpie e non felici rivelavano di essersi resi partecipi dell’uscita non che della sponsorizzazione dell’album per la raccolta della card dei vip di Lele Mora, quando si chiamano in causa i punti di riferimento!!

In tutto questo mi sento di correggere ciò che viene rivelato a Gianni. Mio caro, l’ottimismo sarà anche il profumo della vita, ma in campagna c’è nà gran puzza di merda.

February 04

La domenica delle salme

Già si vocifera a nemmeno 48 ore dalla tragedia che i turni di sospensione del campionato siano solo due. Il governo, leggevo sui giornali oggi, sta già varando un pacchetto cosiddetto di sicurezza.

Tra i vari provvedimenti quello di sospendere la partita al primo petardo lanciato in campo con la conseguente vittoria a tavolino in sfavore della squadra la cui tifoseria ha compiuto il lancio, partite a porte chiuse la dove gli impianti non fossero ancora adeguati con il decreto Pisanu (che in teoria dovrebbe essere velocemente messo in pratica da tutta, cosa che ancora non è stata fatta, dal momento che credo sia maggio 2007 la scadenza ultima) e partite a rischio giocate di mattina, anche se credo che il termine “rischio” se si vuole ricominciare, non dovrà più essere contemplato altrimenti non sarà servito nulla.

Qui si dovrebbe parlare di calcio e invece stiamo facendo i conti con morti e feriti e le due cose davvero non ci azzeccano per nulla. Bisogna anche fare in modo che le pene ai delinquenti arrestati non siano dimezzate o annullate addirittura in cambio della diffida ad entrare allo stadio, non esiste, se si compie un reato non regge diffida che sia, la pena seria ed effettiva è l’unica cosa da applicare.

Pensano anche ad un veloce passaggio della gestione degli impianti da comuni a società per dare responsabilità a queste ultime, e a sanzioni pesantissime per quei calciatori o dirigenti che si mostrano in atti tali da poter suscitare violenza ( cosa che se ci fosse un minimo di buon senso non sarebbe nemmeno da contemplare).

Sensibilizzazione allo sport fin dalle scuole elementari e via dicendo, ma se dobbiamo arrivare a tanto, allora tanto vale rassegnarsi all’idea che in Italia c’è un’insofferenza sociale sostanziale soprattutto tra i giovani ma anche non, e qui l’elenco sarebbe lungo, si va dai messaggi negativi della televisione spazzatura ai modelli proposti alla diseducazione e secondo me, ma è un mio pensiero questo, anche alla mancanza d’autorità all’interno delle famiglie che non sono in grado di indirizzare più su retti binari, n’è la prova anche la presenza di molti minorenni ai fatti di Catania. Non sarà solo un caso.

February 03

Catania anno zero, la caduta di tutti i valori

sfogo di uno al quale piaceva il calcio che ora è attorniato da vili bestie...

 

 

Giusto qualche giorno fa, neanche a farlo apposta ne parlavo con i degli amici, della violenza negli stadi ne era uscita una discussione animata che in maniera trasversale aveva coinvolto sia i ragazzi che le ragazze del gruppo. Si discuteva principalmente di due cose, l’atteggiamento violento di certi giocatori all’interno degli stadi, durante gli incontri, davanti alle telecamere visibili a centinaia di migliaia di persone e di quei manigoldi che allo stadio ci vanno solo per fare guerriglia o che addirittura allo stadio non ci vanno, rimango fuori perché dell’atto sportivo non gli frega nulla, quello che gli frega è di creare caos, violenza, contro altri tifosi o forze dell’ordine.

C’è voluto l’ennesimo morto per dire basta, l’ennesimo morto condito da un centinaio di feriti ieri a Catania. Numeri da giornata di guerra che davvero con una partita di pallone non centrano, o non dovrebbero centrare nulla. Un atto irrazionale, ingiustificabile che mi riempie di schifo.

Si, perché a me il calcio piace, ma non tollero l’idiozia, non tollero l’abominio che questa gente compie in maniera ripetuta ogni qualvolta ci sia una partita di calcio.

Nemmeno una settimana fa, durante un incontro dilettantistico, un dirigente era stato pestato a morte, unica colpa essere entrato in campo per sedare una rissa, non era riuscito a rientrare vivo negli spogliatoi. Non ci sono parole né scusanti per questo. Lo stadio non è un luogo di morte e non deve esserlo.

Pancalli ha dunque fatto bene ieri sera a dare retta prima di tutto al suo sentirsi offeso e turbato come persona civile, prima che come presidente straordinario della figc, nel prendere la decisione: stop al calcio a tempo indeterminato, a tutto il calcio, serie A,B,C e campionati dilettantistici e giovanili, stop alle amichevoli della nazionale, e a qualsiasi altra partita. Questo pregiudicherà la qualificazione ai prossimi europei? Chi se ne frega sinceramente, se quella della violenza negli stadi è come si capisce ormai una piaga sociale, radicata a fondo, allora bisogna estirparla con durezza e senza mezze misure.

Rita Pavone si chiedeva perché non la si portava a vedere la partita di pallone la domenica, le risponderei: Mia cara Rita non ti ci porto perché il pallone ha perso senso, sembra non significhi più nulla.

Mi è capitato a volte di trovarmi a discutere con persone non amanti del calcio, perché inflazionato, perché sporco, strapagato e privo ormai di valori, ho sempre cercato di difenderlo, ma oggi quello che ci sta intorno al calcio per l’ennesima volta l’ha oscurato, non è difendibile.

Le colpe sono tante, dell’esempio dei calciatori, viziati strapagati, delle società che non si fanno carico della sicurezza delle partite, lasciando il compito tutto sulle spalle delle forze dell’ordine che per pochi spiccioli si devono dividere fra coglioni all’interno e teste di cazzo all’esterno, senza nemmeno una gran possibilità di difendersi, perché se ci pensiamo da una parte si usano idranti, manganelli e lacrimogeni, ma dall’altra bombe carta, vere e proprie granate, spranghe, bottiglie molotov, mazze di legno, bottiglie,botti vari, sassi e coltelli, insomma un vero e proprio arsenale atto ad offendere. Allora cosi non si va avanti, non può ogni domenica esserci un centinaio di feriti, motorini che cadono dagli anelli più alti e morti persino. Basta al calcio a tempo indeterminato ma lungo,che la nazionale si ritiri dalle competizioni europee per dare un segnale, lo faccia, dia il buon esempio, per una volta tanto disinteressato ai guadagni e ai premi e i calciatori si dimezzino gli stipendi per finanziare la sicurezza se le società di calcio non lo fanno, perché la gente normale vuole andare allo stadio, non provare l’ebbrezza della guerra. Ora negli stadi con il calcio fuori dalla porta si facciano attività differenti, messe, concerti, si lascino entrare le famiglie a fare i pic nic la domenica e la gente che prende il sole.

Per carità si faccia qualcosa, perché è troppo così. Lo stadio da posto per appassionati di sport e famiglie è diventato la peggior bettola impregnata di ignoranti e facinorosi.

Si riveda tutto, anche in quelle trasmissioni piene di insulti e battibecchi che si dicono sportive ma del calcio giocato parlano ben poco. Abbiamo visto che il mondo del calcio era sporco nemmeno tanto tempo fa, sapevamo già che anche una parte di mondo che lo segue da fuori è sporco, non si indugi più.

Ora è davvero troppo.

February 02

Tokyo-Ga, viaggiando verso Ozu (visto giusto oggi)

                                                            

 
Più che un documentario, un diario di viaggio filmato questo lavoro del regista tedesco Wim Wenders che nel 1983 (anno in cui fu girato) vola in Giappone, a Tokyo, per capire e mostrare cosa è cambiato dal neanche troppo lontano 1963, anno in cui scompariva il grande regista nipponico Yasujiro Ozu che di Tokyo e della sua gente aveva fatto i protagonisti indiscussi del suo cinema. Wenders, attraverso le immagini della Tokyo frenetica dell'83 e attraverso le parole del direttore della fotografia Yuharu Atsuta che sempre lavorò fedele con Ozu, abbandonando il cinema poco dopo la sua morte,e  quelle di C. Ryu, suo attore in una ventina di film, rievoca la figura del grande regista.
Inoltre Wenders mette anche a confronto il modo di vedere le cose che nutrono il suo cinema con quella del collega Werner Herzog. Fattore su cui punta Wenders in maniera particolare all'interno del suo lavoro è quello del processo di Americanizzazione che riscontra in Giappone, processo non nuovo al regista, che già aveva conosciuto in patria. Ne esce un ritratto amaro dello scorrere del tempo che oscura persone come Yasujiro Ozu, che tanto bene aveva saputo raccontare le piccole cose della famiglia giapponese, di Tokyo, ma in cui ogni persona non necessariamente Giapponese poteva rispecchiarsi, e lo spazio rimane solo per il progresso che spesso non tiene conto dell'umanità delle cose.
Di Ozu vi consiglio tre titoli se vi interessa( gli unici tre che ho visto, grazie a fuori orario) e se riuscite a reperirli.
 
"La moglie di quella notte" del 1930
"C'era un padre" del 1942
"Viaggio a Tokyo" del 1953
                           
                                                                             Buona visione
                                                           
January 30

Tra aria vera e realtà virtuale...

 
                               ...MI MANCA IL PUNTO DI RIFERIMENTO!
 
 

Tanto è vero il fatto, che non riesco, oggi, ad intravedere reali punti di riferimento degni di quell’attenzione che normalmente si attribuisce a quelle figure provviste di un valore aggiunto che le rende colonne in un deserto altrimenti privo d’ogni punto di riferimento.

Non v’è, o almeno io non le ho notate, forse perché ben nascoste, e non per volere loro, nessuna figura, sociale, pubblica, degna di quella stima. Me ne rammarico profondamente, di vivere in un’epoca, che attribuisce valori, non per meriti, né tanto meno idee, ma bensì per sterili presenzialismi. È un discorso lo so, alquanto masticato, ma che stenta a trovare una via d’uscita in un’epoca che manda i giovani cinesi del gran boom dal medico, per disintossicarsi dalla rete, e vede i ragazzi dimenticare l’importanza di un legame d’amicizia solido, che relega i rapporti sociali entro i limiti schematici dei nuovi mezzi tecnologici. Io non mi ci trovo per nulla bene, eppure per paradosso è proprio tramite uno di siffatti mezzi che esprimo queste mie impressioni, dunque devo ritenermi pure io asservito in questa maniera di fare, o esistono differenti modi di leggere la questione?La tecnologia, quest’epoca espone e impone.

Bisogna quindi restare in bilico, nel mezzo.

Tra aria vera e realtà virtuale diventa sempre più difficile trovare la differenza tra oggettivamente reale e mistificazione, e un punto di riferimento corre il rischio d’essere solo l’ennesima bugia.

    


                                                                                                                                                                                           M.C .

January 28

Dalla croazia con furore: Danijel Zezelj

                                                                          Danijel Zezelj                                                                               
 grande disegnatore e fumettista croato                        
 

Io ve la butto li, a me piace un sacco come disegna, nel caso potete fare un saltino sul suo sito,intanto finisce di diritto nell'elenco dei fumettisti del blog.

 

 

 

January 27

GIORNATA DELLA MEMORIA

        
Versi di un canto Navajo
"Tutto quello che hai visto ricordalo, perchè tutto quello che dimentichi ritorna a volare nel vento".
 
 
 

                        
                                         
 
                                                                                           NE IERI

                                                                                           NE OGGI

                                                

Cantico dei drogati

                                                                         
                                                                            
       
                                                                                 "CANTICO DEI DROGATI"

                                                                                          
Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.

Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento.

Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi

quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.

Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.

Come potrò dire la mia madre che ho paura?

Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere.

E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.

E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.

Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.

Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.

Come potrò dire a mia madre che ho paura?

Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria. 

                                                                                                             "Fabrizio De Andrè"

 


                                                                                     

 


 

Dal natale agli ISMO, albe e tramonti parte prima

 

                                  Dal natale agli ISMO, albe e tramonti parte prima

    


        

                         

Un rapido aggiornamento di questi due mesi di assenza, giusto per scrivere qualcosa, anche se a voi poco interesserà. Innanzi tutto, sono più vecchio, ho varcato i 23 anni porcaccia la miseria, ma fingo di non pensarci. Direte voi: ma non sono poi tanti. Col cappero invece, non sono nemmeno pochi e la tendenza inevitabile è quella di guardarsi indietro molto più di prima con annesse malinconie, ma che ci si può fare? Nulla, e allora va poi bene così, che tanto non va poi così male, il presente, il futuro si prende, quando è già l’oggi ai piedi del letto appena svegli e il passato diventa un simpatico baule mezzo colmo di nostalgie, formative, in fin dei conti.

Il mio compleanno, il 31 dicembre, ore 23 e 45 stando alle cronache dell’epoca, una notte fredda illuminata da una luna pienissima e qualche nuvola qua e la che spruzzava nevischio.

Bel momento davvero per nascere, un po’ 83, solo una spruzzatina ma poi in pratica 84, un uomo a cavallo di due anni, bah, la vita è simpatica a volte.

In ogni modo il mio natale, inteso come giorno in cui sono nato io e non l’altro, è stato festeggiato insieme agli amici cari di sempre, giusto per 13 minuti e mezzo, come il solito, perchè poi si sa iniziano i conti alla rovescia per il nuovo anno, quello che io ho mancato di poco, e allora è già un’altra cosa, un’altra ricorrenza che riguarda un po’ tutti, anche me, giusti per ricordarmi che ho un anno di più e che da lì a breve sarà un anno di più anche sul calendario, insomma lo scorrere del tempo in tutto il suo pesante splendore, vissuto tra i monti dell’appennino, senza neve, perché il tempo, l’altro, quello atmosferico ha deciso che basta, lui non ci sta più, evviva l’anarchia.

In regalo, da parte di quegli amici di sempre prima citati, il morandini, dizionario dei film, giusto per rendermi ancora di più come dice qualcuna, il ghezzi de vo’atri, a natale invece, quello dell’altro sta volta, mi era arrivata la mastodontica storia del cinema. Sarà che la mia passione cominci ad essere ufficialmente riconosciuta?

Per il momento nell’attesadi diventare futura colonia Americana e dell’arrivo del  fenomeno meglio conosciuto come veltronismo, che mi suona malissimo, pur se proveniente dalla sinistra a me quando ce un “ ismo “ la cosa puzza un po’, sarà che mi ricorda fascismo, nazismo, stalinismo, razzismo, sessismo, antisemitismo, stragismo, brigatismo e ultimo, ma non per danni il berlusconismo, sarà che gli ismo a noi Italiani non hanno mai portato nulla di buono, non che Veltroni sia come Berlusconi, anzi, ma è l’immaginario che si sta costruendo attorno alla sua figura unica per un futuro non si sa quanto prossimo che mi lascia perplesso.

Intanto con questo mio ultimo pensiero, che per ora rimane solo tale e lungi dal crederlo un possibile fatto negativo, almeno per ora, poi si vedrà la cosa nella sua evoluzione, pongo termine a questa mia elucubrazione, nell’attesa di proporvene altre, sempre in maniera pressoché sconnessa.

 


January 26

Un grande blob

                                                                                                                                                                                

                                                                     

DAL BERLUSCONISMO AL WELTRONISMO E' SEMPRE SOLO UN GRANDE BLOB!!!! Della serie: Quando il prodotto funziona e fa tendenza...nuove proposte per il consumatore politico, medio.

January 25

RiRieccomi

Qualche riga per riprendere possesso di questo spazio. Finalmente dopo due mesi in cui il mio pc è stato K.O. posso riprendere a scrivere.
Era ora, maledetta tecnologia!!!!
December 04

Un piccolo omaggio anche se in leggero ritardo

       "Prima o poi arriva un tempo che parlare o stare muti e' la stessa cosa. E allora e' meglio starsi zitti"                            
                                                                        (nuovo cinema paradiso)

 
                                             
 
 
 
UN PICCOLO OMAGGIO ANCHE SE IN LEGGERO RITARDO A  Philippe Noiret  VENUTO A MANCARE IL 23 NOVEMBRE SCORSO, GRANDISSIMO ATTORE FRANCESE CHE NELLA SUA CARRIERA E' STATO DIRETTO DA REGISTI QUALI ROSI, SCOLA, MONICELLI, TORNATORE E CHE IN ITALIA ABBIAMO APPREZZATO IN FILM COME IL POSTINO DEL COMPIANTO MASSIMO TROISI IN CUI DA VITA AD UN GRANDE PABLO NERUDA, INDIMENTICABILE, E NEL RUOLO STRAORDINARIO DEL PROIEZIONISTA ALFREDO NEL " NUOVO CINEMA PARADISO" DI TORNATORE. SE NE VA UNO DEI MIGLIORI ATTORI DEL GRANDE CINEMA D'AUTORE
 
                                    "Qualunque cosa farai amala, come amavi la cabina del Paradiso." (nuovo cinema paradiso)
December 02

Dopo tre giorni è resuscitato....in piazza a Roma

Dopo una lunga assenza dal blog eccomi di nuovo qua, ma tra lavoro, una cosa e l’altra mi è stato davvero difficile seguirlo, ma come potevo farmi sfuggire l’occasione per parlare nuovamente dell’ “alfiere dell’anticomunismo” per antonomasia?

Anche lui come il Signore pare resuscitato e, impregnato di mistico fervore si è affannato per più di un’ora per farsi vedere oltre il pulpito dalla folla che sotto acclamava festante sulle note guidate dall’impareggiabile Demo Morselli, ve la ricordate l’imitazione di De Luigi?

Silvio torna valorosamente alla testa del suo fido esercito nonostante le complicazioni “fisiche” e lo fa da vero condottiero che ha una missione da compiere, sconfiggere il dilagare del regime comunista e dei suoi militanti, si perché il caro cavaliere dei mie stivali, permettetemi questo appunto anche troppo garbato, prima dice che il governo Prodi ,o frodi come ribattezzato da loro, non è rappresentativo della maggioranza degli italiani, e fin qui se di soli 24.000 voti si tratta ci può quasi anche stare, poi dice che in sostanza L’Italia che ha vinto è li in piazza, e sta con lui, e qui già si storce il naso, ma che poi dica anche che in sostanza chi ha votato Prodi o il centro sinistra in generale sia una minaccia comunista anti sociale fa ridere, soprattutto quando davanti al palco Sventolavano le Bandiere della fiamma tricolore, Nere, soprattutto quando nella sua coalizione ce un vecchio nostalgico di Salò come Mirco Tremaglia, uno che non si fa problemi a ribadire l’ormai vecchio motto del “Quando cera lui…” uno che grazie a dio con la storia del voto agli italiani all’estero ha favorito l’unione, insomma,  poco poco ricorda quelle battaglie mitologiche del vecchio george W. Bush, tipo andiamo a fare un pic nic in iraq che mi hanno detto che li si bombarda bene, fantasie dopo tutto, come quelle dei simpatici vecchietti che trovi in piazza alla domenica.

Una cosa vera però l’ha detta, o meglio l’ha data ad intendere, lui è il leader, l’unico, ed è lui che acclama la maggioranza della piazza, Fini dunque pare almeno per ora consenziente nel rimanere nel ruolo di delfino, almeno fino a quando non riusciranno ad entrare nel partito popolare europeo e le elezioni sono a breve, ma Fini da solo con AN non lo vogliono, chissà perché, quindi l’unica pare sia accodarsi al grande carrozzone del silvio e vedere, Casini intanto tira fuori un discorso radical cattolico, che nemmeno il Papa più conservatore farebbe, davanti ai 10.000(pare) accorsi alla manifestazione dell’UDC e Berlusconi forse un pochino Gongo